Libri per scrittori: On Writing – Stephen King

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Per tutti gli aspiranti scrittori esiste un novero di letture consigliate: libri di stile, grammatica, sintassi, teoria della lettura. Uno di questi libri é scritto da Stephen King, uno dei mostri sacri della scrittura, e si intitola “On Writing – Autobiografia di un mestiere”

L’ho letto per voi e vi riassumerò alcuni appunti fondamentali da tenere pronti all’uso nella propria cassetta degli attrezzi dello scrittore.

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La copertina di On Writing

Il libro

 

On Writing é diviso in diverse parti, la prima più romanzata e autobiografica ci racconta la carriera di Stephen King. Aneddoti arguti e in ordine non necessariamente cronologico ci racconta di più dell’autore, dei suoi studi, dei lavori che ha fatto per arrivare a fine mese e di come ha conosciuto la moglie, tutto ciò con la costante compagnia dell’amore per la scrittura.

In questa prima parte del libro le considerazioni di King sono molto poco teoriche e più di natura personale. Un grosso consiglio che rivolge agli aspiranti scrittori? Avere un partner che crede in noi, che ci appoggia nel mestiere di scrittore non é indispensabile, ma aiuta. Molto.

Un’altra perla che l’autore ci regala, un voce fuori dal coro rispetto alle considerazioni dei più é che: chiunque vi dirà che scrive solo per piacere, mente. Scrivere é una passione totalizzante. Assorbe moltissimo tempo ed energie. A meno che le bollette in casa vostra si paghino da sole, scrivere deve rendere qualcosa.

La cassetta degli attrezzi

Nella seconda parte del libro iniziano i consigli più stilistici e tecnici. King fa una bellissima metafora introduttiva alle sue raccomandazioni per scrittori: lo fa raccontandoci la storia della cassetta degli attrezzi di sui zio. Un sarcofago impressionate, massiccio e pieno di scomparti.

Non era necessario che lo zio si portasse dietro tutta la cassetta per ogni piccola manutenzione, sarebbe bastato un martello e qualche chiodo; eppure lo faceva ogni volta. Perché non si sa mai cosa scoprirai ti possa servire arrivato lí e più la tua cassetta é ben rifornita, meno rischierai di farti trovare impreparato.

Ogni scrittore deve avere la sua personale cassetta degli attrezzi del mestiere, con scompartimenti ben riforniti:

  • Lessico: ampliatelo. La parola d’ordine é leggere, leggere, leggere. Non abbiate paura di usare termini importanti e ricercati, se vi sono venuti in mente per primi. Ma attenzione: mai impreziosire un testo con paroloni che non sentite vostri sarebbe come vestire da sera il cagnetto di casa. Il verbo dire é perfetto per accompagnare il discorso diretto. Usate ‘Lei disse’, ‘Lui disse’. Sono più che sufficienti e chiari.
  • Sintassi: di nuovo, leggere, leggere e leggere. Fate riferimento a le norme standard della vostra lingua madre è solo quando sarete pienamente consapevoli delle sue strutture, sentitevi liberi di stravolgerle.
  • Grammatica: King é chiaro, i verbi passivi sono il male. Non usateli. Mai. Gli avverbi sono nemici da cui stare alla larga. Non vi servono e non usateli. Mai.

La routine dello scrittore

Se volete diventare scrittori, dovete leggere e scrivere un sacco. Per leggere molto: Il trucco sta nell’impratichirsi a leggere a piccoli sorsi e non soltanto a lunghe gollate. Approfittando di ogni minuto morto della giornata. In ogni occasione tirereste fuori il cellulare per sprecare tempo con Candy Crush o a bighellonare su Facebook, voi scrittori leggerete.

Dimenticatevi quello scatolone che blatera senza posa. Spegnete la tv.

King dice di dedicare da 4 a 6 ore al giorno alla scrittura. Per l’intera settimana. Scrive in media 10.000 parole al giorno e di finisce molto spesso prima delle 4 ore previste. Ai principianti, suggerisce di scrivere almeno un migliaio di parole al giorno e consente di staccare per 24 ore alla settimana.

Il luogo in cui scrivete dovrebbe avere una porta da chiudere e che vi riprometterete di non aprire, finché non avrete raggiunto il traguardo stabilito.

Elargiti tanti consigli, King ricorda però al lettore e forse aspirante scrittore la sua opinione in maniera quasi brutale: uno scrittore mediocre con buona volontà, migliaia di ore di perfezionamento, studio costante e aiuto al momento giusto, forse può diventare un bravo scrittore. Forse.

Uno scribacchino incapace rimarrà sempre uno scribacchino incapace.

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