TRAMA
Maggie Whitmore ha venticinque anni, lavora come editor in una casa editrice e le sue frequentazioni non superano mai il fatidico terzo appuntamento. I ragazzi tendono a scappare a gambe levate non appena sentono pronunciare la parola vergine. No, non il segno zodiacale. Tutto cambia quando, complice un bicchiere di troppo, Maggie si lancia in un appuntamento al buio con un perfetto sconosciuto.
Horace Miller, mezzo italiano e mezzo inglese, ha un passato che preferirebbe dimenticare. La sua nuova vita comincia con il lavoro alla Yellow Ink, una casa editrice emergente di Bristol, UK. Il destino, però, ha un senso dell’umorismo crudele: la ragazza con cui ha passato una notte di passione – e che è fuggita come una ladra – è anche la sua nuova collega.
Ora Maggie e Horace condividono lo stesso ufficio, tra di loro ci sono segreti ingombranti e un’attrazione impossibile da ignorare.
Il loro primo incontro deve restare segreto…
peccato che la passione non conosca regole e il passato non resti mai sepolto a lungo

Capitolo 1
Maggie
Bene, ci siamo.
Siamo al fatidico terzo appuntamento e la serata è filata liscia dall’inizio alla fine. Abbiamo cenato in un ristorantino italiano vicino Queen Square che ha scelto lui – io ho un debole per quel tipo di cucina -, abbiamo fatto una passeggiata sulle rive dell’Avon e, dopo un drink in White Ladies Road, Bryan si è offerto di accompagnarmi a casa.
Ora siamo davanti alla porta della mia palazzina, e me lo sento: questa è la volta buona. Questa sera, finalmente, si va oltre i baci sulla soglia di casa e dritti al sodo.
Negli ultimi dodici mesi ho avuto una sfilza di appuntamenti e sono diventata piuttosto brava a capire quando dall’altra parte c’è interesse. L’intesa crescente, la tensione che crepita nell’aria.
«Ti va di salire?» gli chiedo.
«Volentieri.»
Bryan è davvero carino. Alto, biondo, con una deliziosa fossetta sul mento che diventa più profonda tutte le volte che sorride. Sembra proprio un bravo ragazzo e mi sento un po’ in colpa per la trappola che gli ho teso.
Vabbè, trappola. Ho solo omesso un piccolo dettaglio, posponendolo per il momento adatto.
Il mio appartamento è al primo piano di una lunghissima fila di case a schiera georgiane con la facciata di un morbido bianco panna e le tipiche sash windows a riquadri delle case dell’epoca. Appartiene a mia nonna che, dopo una sfortunata serie di affittuari così molesti da far inferocire il resto dei condomini, è stata ben felice di metterla a mia disposizione quando ho iniziato a lavorare qui in città, alla Yellow Ink.
Ci ho messo un po’ a potermi permettere di arredarla secondo il mio gusto, ma ora, davanti al caminetto in ghisa con la cornice di marmo, c’è un divano a tre posti in velluto color crema dalle linee essenziali e i cuscini così morbidi che invogliano a sprofondarci dentro.
Invito Bryan ad accomodarsi e mi siedo vicino a lui, torcendomi le mani per l’agitazione.
«Senti, c’è una cosa che dovrei dirti…»
Un lampo di preoccupazione gli attraversa il volto, mentre il suo sguardo vaga tutt’attorno.
«S-sei sposata? Fidanzata?»
«Oh, no. Niente del genere.»
«Allora cosa devi dirmi?»
«Io…» esito, mordendomi le labbra. Lui è il primo con cui esco tre volte di fila prima di sganciare la ‘bomba’.
All’inizio pensavo che essere trasparente e mettere subito le carte in tavola fosse la strategia migliore. Eppure, dopo essere stata scaricata innumerevoli volte, ho capito che forse era meglio aspettare un po’ e farmi conoscere meglio, prima di rivelare un dettaglio così intimo.
Dopo un anno di due di picche, la mia strategia è più propensa al last minute, ovvero, troppo tardi per avere ripensamenti.
Raddrizzo la schiena, cercando di assumere una posa sexy e mi sporgo un po’ verso di lui, sfiorandogli la mano posata sul divano accanto alla mia.
«Sono stata molto bene con te stasera» dico, tenendo a bada l’imbarazzo, «mi piacerebbe approfondire un po’… mhm… la nostra conoscenza.»
Bryan deve aver colto l’allusione perché rilassa le spalle e piazza una mano sulla mia coscia, sfiorando la mia pelle avvolta nel collant di nylon fino all’orlo della gonna.
«Siamo sulla stessa lunghezza d’onda, piccola.»
Si sporge verso di me, per baciarmi. Cosa che è già successa sia durante l’appuntamento numero uno, che il numero due. Ma lo fermo, posandogli una mano sul petto.
«La cosa che ti volevo dire è che… non ho molta esperienza in merito.»
«Non è un problema, dolcezza» mormora a un centimetro dalle mie labbra.
«Non ho nessuna esperienza.»
Ora, sì, sgrana gli occhi stupito.
«Sono vergine» confesso.
«Oh.»
La tensione erotica, che riempiva il salotto come una specie di elefante invisibile, si sgonfia davanti ai miei occhi come un palloncino bucato.
Bryan si solleva da me, tornando al suo posto sul divano.
«Oh» ripete, senza togliermi gli occhi di dosso.
Di solito, i ragazzi fanno le facce più assurde quando confesso loro di essere ancora vergine a venticinque anni. Lui, invece, sembra stranamente inespressivo.
Quantomeno, non mi ha chiesto: ‘come è possibile?’. Oppure: ‘sei religiosa?’ O il mio preferito in assoluto: ‘come hai fatto a farne a meno, finora?’ – detto con l’aria di chi sta parlando di una dieta a basso contenuto di carboidrati. Una volta uno mi ha chiesto se non ho mai fatto sesso perché ho un trauma infantile da risolvere.
È andata meno peggio del previsto con Bryan.
«Eh già» dico a disagio. E, come tutte le volte che lo sono, le parole vengono fuori a raffica. «Ma per me non è un problema. Cioè. Da qualche parte bisogna pure cominciare, no? Intendo a fare sesso.»
Oddio. Chiudi quella bocca, Maggie!
Mi alzo di scatto dal divano.
«Vuoi qualcosa? Qualcosa da bere? Acqua, coca… credo di avere anche della birra. Di solito non ne bevo, ma ne tengo per gli ospiti…»
«Sushi» dice un po’ troppo velocemente. «Ho visto un ristorante giapponese dietro l’angolo…»
Sushi?
Ma se siamo appena stati fuori a cena?
Mi sembra scortese rifiutare a un ospite una richiesta specifica, così vado subito a prendere il cellulare nella mia borsetta.
«Una barca per due con Nigiri e Uramaki? Venti o trenta pezzi?» chiedo, scorrendo l’applicazione del delivery. Ordino spesso da Umiko e conosco a memoria il loro menù.
«Ehm… venti.»
Perfetto. «Ordine inviato. Dovrebbe arrivare tra venticinque minuti.»
Anche Bryan si alza dal divano, avviandosi deciso verso la porta. «Scendo un attimo a prendere le sigarette.»
Le sigarette?
Non l’ho mai visto fumare nei nostri precedenti appuntamenti. Ma forse è un vizio che viene fuori solo quando è nervoso, e anche io lo sono.
«C’è un Tesco qui vicino che resta aperto fino a tardi. Quando torni il nome completo sul campanello è Maggie Whitmore.»
«Sì, sì. Certo.»
Passano dieci minuti.
Poi, altri cinque.
Mi affaccio alla finestra della cucina, controllando se è di ritorno. Ma, a parte una signora in impermeabile verde che porta a spasso il suo spitz sotto la pioggerella fina, non c’è nessuno per strada.
La prima idea che si affaccia alla mia mente è che gli sia successo qualcosa. Clifton è una zona molto tranquilla e sicura di Bristol, ma se avessero cercato di rapinarlo? Magari Bryan giace a terra stordito e io sto qui a pensare male di lui.
Andiamo, non può essere uscito da casa mia con l’intenzione di non tornare più. Senza salutare, senza dire neanche una parola.
Chi mai farebbe una cosa del genere?
Finalmente il campanello suona e raggiungo il citofono con un sospiro di sollievo.
«Consegna!»
Oh, sì. Giusto. Il sushi.
E chi ci pensava più?
Con la fronte aggrottata, scendo al piano di sotto per ritirare la consegna.
Sola e con una barca di sushi da venti pezzi, mi siedo al tavolo della cucina. Lo schermo spento del cellulare che mi fissa dal piano davanti a me. Nessuna chiamata, nessun messaggio.
Bryan ha il mio numero. Se avesse avuto una qualche difficoltà a trovare il Tesco o la strada del ritorno mi avrebbe già chiamata, no?
Dopo altri quindici mortificanti minuti, mi decido a chiamarlo io.
La linea cade.
Riabbasso il telefono e digito velocemente un messaggio: “Bryan, tutto ok?”
La seconda spunta di consegna del messaggio non appare.
Aspetto.
Riprovo a chiamarlo, ma la linea cade dopo un singolo squillo. E non ci vuole un genio per capire cosa sia successo.
Mi ha bloccata.
Disponibile dal 26 febbraio su Amazon. L’ebook è già in preorder qui

DETTAGLI DEL LIBRO
TITOLO: Plot Twist – Non di nuovo tu
AUTORE: Laura Fiamenghi
GENERE: commedia romantica / office romance / spicy
DATA USCITA: 26 FEBBRAIO (Digitale e cartaceo)
LO TROVI QUI


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